“Né il giovane indugi a filosofare né il vecchio sia stanco di filosofare. Non si è né troppo giovani né troppo vecchi per la salute dell’anima.”

Epicuro

 

La Città dell’Utopia vi presenta… “filosofia in pratica”!

In questi incontri individuali, condotti dai filosofi Orsola Iermano e Domenico Morabito, si propone di riflettere su questioni come: 

 

“In che rapporto sto con la felicità? Come chiarire me stessa di fronte a una scelta di vita? Che senso ha per me essere genitore, figlio, lavoratrice, malato, anziana? Mi sento davvero libero? Come posso pensare la perdita di una persona cara, un conflitto al lavoro, una relazione frustrante?”

 

Attraverso la filosofia in pratica si può trovare uno spazio e un tempo opportuni per riflettere in un modo più profondo su queste ed altre questioni, interrogandosi in una maniera socratica. Come diceva Gerd Achenbach, il fondatore delle pratiche filosofiche, “non si tratta più di vivere come penso, ma di pensare come vivo”. 

In un incontro di filosofia in pratica, la persona che arriva è l’ospite, un termine che in greco- xenos- si relaziona con il concetto di “straniero”, quello che porta un pensiero diverso dal mio ma con il quale posso imparare. Il filosofo fa la parte di Socrate, stimolando una riflessione più profonda.

 

 “Nell’incontro individuale con il filosofo pratico si entra in un dialogo caratterizzato da ospitalità, sospensione del giudizio, attenzione e riservatezza; si compie insieme un cammino alla ricerca di sé e del proprio stare al mondo; si impara a esercitarsi nella cura di sé”. 

 

In questi incontri si propone un esercizio di “ascolto attivo”, che implica lasciare spazio agli altri ed imparare con loro. Una pratica che, come spiega Orsola, è radicalmente inclusiva. 

I filosofi spiegano che “il dialogo filosofico non è una pratica psicologica o psicoterapeutica; non consiste pertanto in una relazione di aiuto e non si pone come obiettivo la cura medica (to cure). Essa mira a suscitare nell’ospite una riflessione consapevole e creativa sulla propria vita, a sciogliere nodi esistenziali e ad apprendere l’esercizio della aver cura di sé (to care)”.

 

 


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