Comunicato Servizio Civile Internazionale / La Città dell’Utopia

Seguendo l’appello di Non Una Di Meno, il Servizio Civile Internazionale e La Città dell’Utopia si uniscono alla marea femminista e transfemminista che connette la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e la Transgender Day of Remembrance.

Come Servizio Civile Internazionale siamo profondamente convintə che le relazioni si costruiscano attraverso pratiche quotidiane che tengano in considerazione la pluralità delle identità, delle dimensioni e delle modalità di interazione sociale dei singoli, parte di universi complessi, fluidi e in evoluzione. Inoltre, per il Servizio Civile Internazionale essere nonviolento oggi vuol dire contrastare nell’agire quotidiano la violenza di genere in ogni sua espressione. Come scrisse Aldo Capitini in Le Tecniche della nonviolenza

“[…] là dove ci sono state lotte nonviolente ci sono stati comunque dei progressi civili, anche quando non maggioritari, e perchè il problema, lo si è capito ben presto, non è tanto quello di vincere quanto di seguire le proprie persuasioni fino in fondo, di operare una scelta decisa tra le strade possibili della rivolta, di intraprendere un’azione perché è giusto farlo secondo quel che ci detta la nostra coscienza […], e di rifiutarsi di disgiungere i fini dai mezzi che si mettono in atto per raggiungerli.”

In quanto associazione che promuove la pace e la nonviolenza, ci uniamo al grido collettivo “altissimo e feroce di chi non ha più voce” contro il patriarcato, contro la violenza fascista, razzista e di genere.

A livello locale, attraverso lo spazio aperto a tuttə de La Città dell’Utopia, laboratorio sociale situato a San Paolo a Roma, sperimentiamo un luogo di educazione popolare alla cittadinanza attiva, uno spazio fisico sul territorio dove tuttə possano essere coinvoltə nel fare partendo dal basso, ovvero dalla nostra dimensione locale, dai nostri quartieri e città, luoghi locali ed internazionali. All’interno della rete internazionale nata nel 1920, utilizziamo lo strumento del volontariato nelle nostre attività locali e internazionali, utilizziamo l’educazione nonformale per creare luoghi ed esperienze sicure e accessibili a tuttə.

Alla violenza patriarcale e transfobica rispondiamo con cura collettiva, trasformando strutturalmente il sistema presente a favore di un’inclusività di tuttə. Conoscendo il sé e l’altrə attraverso un reciproco riconoscimento che valorizzi le diversità, l’inclusione, la condivisione e l’autodeterminazione. Sfidando e contrapponendoci al machismo e alle sue violenze, ci uniamo alla lotta contro quella cultura che legittima la violenza contro le donne e la violenza di genere, anche, partecipando attivamente a costruire le comunità che vogliamo.

Attraverso la cura collettiva, l’altro volto della pace, saremo insieme marea.

Ci vediamo il 27 in piazza!

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