Come tutti sapete, il 22 e 23 ottobre La Città dell’Utopia ha ospitato il No Border Fest. Il programma prevedeva un’ampia gamma di attività, tra cui dibattiti, proiezioni, conferenze, cibo e musica. In questo articolo offriamo un rapido riassunto di questo weekend educativo, ma anche frenetico e divertente.


Da un lato, vorremmo presentare le associazioni presenti negli stand. TerraTerra, Ararat e Senza Confine sono state con noi durante tutto il festival, offrendo rispettivamente prodotti artigianali e di produzione propria, tra cui l’apericena della domenica, magliette, libri e altri prodotti a sostegno della causa curda.

Gli interessanti dibattiti e la tavola rotonda che si sono svolti nella nostra terrazza hanno toccato una serie di questioni politiche e migratorie di grande rilevanza sia a livello nazionale che internazionale. Maged Srour, Benedetta Schiavone, Daniela Sala e Marco Buttino hanno discusso del ruolo dei migranti africani nel settore agricolo italiano a partire dal libro “Vite provvisorie”, di cui Buttino e Schiavone sono coautori. Il dibattito successivo, “C. P. R., le prigioni invisibili”, si è svolto poco dopo. Moderati dai giornalisti Simone Manda e Marika Ikomonu, vincitori del premio Morrione per il documentario “Sulla loro pelle”, Federica Borlizzi, Francesco Romeo e Dhabi Khlifi hanno messo sotto i riflettori i Centri per il Rimpatrio per portare l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani che avvengono al loro interno, problematizzando la loro esistenza. Il giorno successivo, i partecipanti Serena Tofani, Marco (…) e Matteo di Domenico hanno raccontato la loro esperienza in un ecocampo in Palestina in rappresentanza dello Youth Green Deal. Moderata da Fabrizio Astolfoni, la tavola rotonda “La Palestina e il volontariato internazionale” ha fornito testimonianze di prima mano molto approfondite sulla complicata situazione della regione.

Inoltre, il nostro spazio Biosteria ha ospitato la campagna “Free App”, con Ylmaz Orkan, per lottare per la liberazione del membro curdo fondatore del Partito dei Lavoratori del Kurdistan Abdullah Öcalan, attualmente detenuto nella prigione turco-israeliana nel Mar di Marmala. In questo spazio si sono tenute anche due brevi proiezioni: “Genuino Clandestino”, per l’autosufficienza alimentare e “Sakura”, un documentario che mostra come i giovani palestinesi resistono all’occupazione israeliana.
Nessun festival è un vero festival senza arte. Così, a La Città dell’Utopia abbiamo esposto una serie di stampe dei bellissimi dipinti dell’artista curdo (…) e abbiamo accolto nel nostro spazio il fantasioso gruppo di musica folk Zenìa trio. Siamo stati inoltre deliziati dalle performance congiunte di Tamara Bartolini e Mubin Dunen, che hanno unito musica, canto e la lettura di alcuni paragrafi, accuratamente selezionati, del libro “Rawshen. La pietra del Ritorno” di Dino Frisullo.

Il nostro spazio ospita anche l’organizzazione Laboratorio 53, che ogni giovedì organizzano un pranzo solidale nella nostra Biosteria. In occasione del No Border Fest, i nostri amici di Lab53 hanno deciso di creare una web radio per dare la voce di chi ha viaggiato da un altro Paese per risiedere in Italia e condividere la musica da tutto il mondo. Speriamo che questo fantastico progetto continui a lungo!

Infine, La Città dell’Utopia desidera ringraziare tutte le persone che si sono impegnate volontariamente per rendere possibile questo festival. L’organizzazione logistica, la preparazione e il servizio di cibo e bevande non sarebbero stati possibili senza tutti voi. Grazie a tutt* per essere stat* con noi!


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