Il 22 e 23 ottobre torniamo con il No Border Fest dopo 2 anni di pausa. Vi presentiamo il programma completo del nostro festival che si terrà presso lo spazio La città dell’utopia. Tutte e tutti sono invitati a partecipare!

Sabato  

14:00 

Apertura stand – associazione culturale terraTERRA, Centro Socio-Culturale Curdo Ararat, LaSvortaLab

15:00 – 16:00

Intervento di Yilmaz Orkan (presidente di UIKI – Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia) e proiezione del video di presentazione della campagna “Free Apo”, per la liberazione del Presidente Abdullah Ocalan.

16:00 – 17:00

Presentazione del libro “Vite provvisorie” di Marco Buttino, con la collaborazione di Benedetta Schiavone e l’introduzione fotografica di Federico Tisa.

“Migliaia di migranti arrivati dall’Africa come rifugiati e richiedenti asilo lavorano alla raccolta di frutta e verdura, spostandosi secondo le stagioni tra il Nord e Sud Italia e anche altrove in Europa. Hanno permessi di soggiorno temporanei, contratti brevi, sono spesso pagati in nero e lasciati in strada quando non servono. Le aziende agricole legate alla grande distribuzione globalizzata si rivolgono a loro per contenere al massimo i costi di produzione.

Il libro esamina questo fenomeno nelle campagne del Saluzzese, in provincia di Cuneo, spesso indicate come “modello positivo di accoglienza”. A differenza di altri studi qui l’attenzione è rivolta alla capacità di iniziativa dei migranti: si mette in luce il loro agire volto a negoziare condizioni di vita meno sfavorevoli, a creare forme di comunità, a costruire reti transnazionali di relazioni e solidarietà, e a mantenere i legami con le famiglie lontane.”

17:00 – 18:00

Dibattito – “Non abbiamo un datore di lavoro, abbiamo un padrone” 

modera: Maged Srour, con Benedetta Schiavone e Daniela Sala (FADA)

Nel piccolo paese in cui Amritpal è cresciuto, un centro rurale di 5mila abitanti a un’ora da Jalandhar, nello stato indiano del Punjab, la migrazione è tutto meno che un concetto astratto. Lungo la strada principale, i cartelloni pubblicitari che promettono visti per il Canada e l’Europa sono a ogni angolo.

Metà dei giovani che vivono qui se ne vogliono andare. L’altra metà, se n’è già andata. Ma e verità nascoste dietro il sogno di una vita all’estero, sono molte. Nei Paesi di arrivo – tra cui l’Italia – i debiti, una rete di agenti di viaggio, intermediari e imprenditori locali tengono sotto ricatto migliaia di migranti, costretti a lavorare in condizioni di grave sfruttamento, complice una legge sull’immigrazione farraginosa e controversa. In tanti finiscono a Latina, un’ora a sud di Roma, dove, per pochi euro l’ora, raccolgono frutta e verdura in uno dei distretti ortofrutticoli più importanti di Europa.

Con un lavoro di inchiesta durato quasi un anno, tra ricerche sul campo, innumerevoli interviste nella provincia di Latina, un viaggio di un mese in Punjab, richieste di accesso agli atti, mesi di editing e fact-checking – Daniela Sala, Ankita Anand e Marco Valle raccontano la storia che si nasconde dietro la frutta e la verdura che consumiamo ogni giorno.

L’inchiesta, realizzata grazie al sostegno del Journalism Fund, ricostruisce le storie personali di due lavoratori punjabi di cui Daniela, Ankita e Marco hanno incontrato anche le famiglie, nel paese di origine. Attraverso le loro vicende personali, che sono comuni a migliaia di lavoratori, il lavora racconta la rete di sfruttatori e trafficanti che, complice un sistema di rilascio dei visti farraginoso ed iniquo, tiene sotto scacco migliaia di lavoratori stranieri nelle campagne dell’Agro Pontino.

18:00 – 19:00

Proiezione del documentario “Genuino clandestino”, con il collettivo terraTERRA 

18:30 – 20:00

Dibattito – C.P.R. Le prigioni invisibili

I curatori della discussione sono i giornalisti Simone Manda e Marika Ikonomu.

I Centri per il rimpatrio non sono ufficialmente delle carceri. I migranti vengono trattenuti in questi luoghi anche per diversi mesi, in attesa di essere rimpatriati nel paese d’origine. Nei C.P.R, di difficile accesso per la società civile, i diritti basilari dell’uomo non vengono rispettati; il tutto sulla pelle delle persone migranti che vengono recluse senza aver commesso nessun reato. In questo spazio affronteremo le criticità del sistema, grazie all’analisi di esperti e a testimonianze dirette.

I partecipanti alla discussione saranno: Federica Borlizzi, della Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD); Francesco Romeo, avvocato di Wissem Ben Abdel Latif, migrante deceduto in circostanze particolari dopo essere stato rinchiuso al Cpr di Ponte Galeria; e Dhabhi Khlifi, ragazzo tunisino che ci racconterà la sua esperienza da detenuto nel Cpr di Ponte Galeria.

20:00 – 21:00

Cena a cura di La città dell’utopia

21:00 – 23:00

Concerto Zenìa trio – Suoni e storie di un paese immaginario

Zenia trio – Suoni e storie di un paese immaginario, da un idea di Nora Tigges e Massimiliano Felice.

Nora Tigges – canto, testi

Massimiliano Felice – organetto, chitarra, musiche

Davide Roberto – percussioni e canto

Immaginare un paese.

Posarlo sulla terra, stretto fra le montagne e il mare.

Modellare i suoni della sua lingua, inventare usi e costumi.

E poi raccontare storie, leggende, personaggi, memorie dei suoi abitanti attraverso la musica che ne accompagna la vita.

Questa è Zenìa: un paese dove ogni giorno si tende un filo di speranza per disorientare la malasorte offrendo cibo e riparo a chi arriva, dove uomini e donne condividono la paura, il coraggio e l’amore per la bellezza. Sulla scena, come nella taverna del borgo, i canti “tradizionali” di Zenìa sono eseguiti nella loro lingua originale (immaginaria!), accompagnati a brevi narrazioni che aprono spiragli sulla vita di questo luogo assente dalle mappe, ma vicino al cuore. A emergere gradualmente è un’idea di comunità, sospesa tra favola e metafora, che si traduce in una musica dal suono familiare, “impregnata di terra in cui scorrono tanti fertili rivoli folklorici” (Ciro de Rosa, Blogfoolk), eppure refrattaria a ogni definizione di genere.

Domenica 

11:00 – 12:00 

Apertura stand: associazione culturale terraTERRA, cooperativa editoriale Sensibile alle foglie, Centro Socio-Culturale Curdo Ararat, LaSvortaLab

13:00 – 15:00

Pranzo a cura di La città dell’utopia

15:00 – 16:30

Dibattito – “Palestina e il volontariato internazionale”

Modera: Fabrizio Astolfoni, con Matteo Di Domenico, Serena Tofani (SCI – Youth Green Deal) e Marco Rondoni (Interventi Civili di Pace)

L’esperienza del progetto europeo Youth Green Deal, volto a promuovere il volontariato sostenbile nell’area mediterranea, e la resistenza palestinese tra le colline di Hebron. Se da una parte tali esperienze mostreranno l’occupazione illegale israeliana dei territori palestinesi in Cisgiordania, dall’altra metteranno in evidenza le nuove forme di resistenza non violenta alle politiche di confisca delle terre, all’appropriazione e allo sfruttamento delle risorse naturali e all’espansione delle colonie. Il racconto dei volontari internazionali del progetto Youth Green Deal, volto a riflettere su come implementare campi di volontariato ecosostenbili, evidenzierà la connessione tra il popolo palestinese e la propria terra, attraverso le storie di contadini e pastori palestinesi, costretti a resistere ai continui attacchi da parte dei coloni e delle autorità israeliane. Da tale resistenza si sono create delle importanti strategie, caratterizzate da un’attenzione al cambiamento climatico e alla reintroduzione di tecniche tradizionali ecosostenibili, che mettono a nudo le contraddizioni tra la retorica ambientalista israeliana e la realtà predatoria dell’occupazione.

16:30 – 18:00

Proiezione del documentario “Sarura: the future is an unknown place” 

Presenta: Fabrizo Astolfoni, con il regista Nicola Zambelli 

Il documentario evidenzia la lotta di un gruppo di giovani palestinesi Youth of Sumud – i giovani della perseveranza – in lotta contro l’occupazione militare israeliana: affrontando l’aggressione con azioni nonviolente, difendendosi dai fucili con le proprie videocamere, si oppongono alla desolazione e alla morte con la speranza e la vita. L’intervento si inserisce all’interno del Border Fest in un periodo in cui si assiste all’intensificazione dell’assedio di diverse città palestinesi come Jenin, Nablus e Gerusalemme, da parte di soldati israeliani e coloni armati, minacciando la sicurezza degli abitanti di queste aree. 

18:00 – 19:00

Performance: Tamara Bartolini legge stralci del libro di Dino Frisullo “La pietra del ritorno” accompagnata dal musicista Mubin Dunen (Silvia Curitti, Gioele, attrice e musicista). 

Letture dal racconto di Dino Frisullo “Rawshen, la Pietra del Ritorno”.

I brani saranno letti dall’attrice Tamara Bartolini, con accompagnamento delle sonorità del musicista curdo Mubin Dünen.

Stiamo vivendo un momento storico-politico grave e preoccupante: mentre in Italia siamo di fronte a un risultato elettorale che porterà al governo forze che non hanno mai preso le distanze dal fascismo, a livello internazionale l’escalation militare sta portando il mondo interno alla soglia della guerra atomica. Quello che ci spaventa particolarmente è la drammatica e diffusa sottovalutazione di questa situazione.

In questo quadro vogliamo ricordare l’impegno per la pace e per i diritti umani di Dino Frisullo, fondatore di SenzaConfine, attraverso la lettura di brani del suo racconto “Rawshen, La Pietra del Ritorno”.

Nel XXII secolo, secondo secolo dell’Era della Pace in Medio oriente, dalle acque del Tigri riaffiora una pietra scolpita e pulsante, viva. Incisa da un palestinese molto, molto tempo prima. E fra le rovine del carcere speciale di Diyarbakir, la Pietra del Ritorno riporta alla memoria di Rawshen e Ridvan, ragazzi kurdi vissuti due volte, l’orrore dell’Era della Tortura… Oscillando fra tragedie del passato e speranza di futuro.

19:00 – 20:00

Apericena a cura di terraTERRA

Entrambi i giorni:

Sarà visitabile l’installazione multimediale “Chissà che direbbe Alessandro…”, a cura di Fabio Petrosillo, in memoria del giornalista e attivista Alessandro Leogrande; sarà inoltre possibile consultare e acquistare i testi di tutta la sua biografia.

Sarà possibile seguire online l’evento, grazie al progetto radio curato dall’associazione Laboratorio 53, che darà voce ai migranti e alle loro storie, insieme alla musica da tutto il mondo.