La Città dell’Utopia nasce per promuovere attivazione territoriale del sviluppo locale e, al tempo stesso, mantenere sempre una finestra aperta sul mondo. Concretamente, è una casa laboratorio aperta a tutti associazioni, movimenti, gruppi informali, in fine tutti i soggetti del quartiere, della città e non solo, che vogliono condividere un’esperienza di confronto e lavoro comune e concreto sulla costruzione di alternative sociali e culturali.

Le attività che si svolgono nell’ambito del progetto hanno quindi la caratteristica di essere la sommatoria dei contributi di tutti e di avere come valore aggiunto una forte dimensione internazionale. Gli strumenti principali di questo processo sono:
–  la creazione di opportunità, ovvero la costruzione di contenitori, proposte e spazi che rendano possibile la partecipazione
– il laboratorio, ovvero un luogo aperto, flessibile, in movimento che sappia valorizzare e trasformare in azione le proposte ed i contributi individuali e di gruppo.

La Città dell’Utopia, anche conosciuta come Casale Volpi o Casale Garibaldi, ha una lunga e interessante storia. La sua costruzione è nella datata seconda metà del XVIII° secolo. L’edificio è a stato una Trattoria, fondata da Augusto Volpi, anarchico e antifascista, come luogo di aggregazione sociale. In seguito, durante la seconda guerra mondiale, il casale è stato rifugio per combattenti della resistenza. La leggenda dice che una notte, l’eroe dell’unificazione italiana, Giuseppe Garibaldi, abbia dormito tra le mura di questo casale che si trovava nella zona rurale, fuora dalle mura di Roma.

Adesso, negli ultimi 20 anni, è stato ristrutturato e adattato per diventare uno spazio della municipalità di Roma dove è possibile svolgere diverse attività sociali per mettere in rete la gente del quartiere San Paolo-Ostiense e i migranti in rischio di esclusione sociale. 

Scopri un po’ di più le radici de La Città dell’Utopia con “Sogni di carta”, il bollettino, “carburante della vita culturale del quartiere”, che intendeva  raccogliere i suoi “sogni, desideri, esperienze, richieste e lamenti”. Il fumettista è Miguel, uno dei primi volontari del casale, che voleva raccontare in maniere satirica il processo di costruzione di La Città dell’Utopia. Ne potete leggere di più cliccando qui!