23 – 24 ottobre 2026, vi aspettiamo!
Da sedici anni il No Border Fest tiene aperta una domanda scomoda: perché il mondo è diviso tra chi può muoversi e chi no, tra vite degne e vite sacrificabili? Oggi, mentre la solidarietà viene criminalizzata e i confini si fanno sempre più violenti, la XVI edizione prova a spostare lo sguardo: immaginare oltre i confini. Perché immaginare è già un atto politico. Vuol dire rifiutare l’idea che il mondo così com’è sia l’unico possibile.
Il 23 e 24 ottobre La Città dell’Utopia, insieme a SCI Italia, ospita due serate di teatro, cibo, mostre e tanti altri interventi!


Venerdì 23 ottobre dalle 17.30
Parolità – Abitare la città – dalle 18.00
Un’installazione artistica a tante voci, a cura del collettivo Strani-ERO, all’interno di Abitare la città in modo competente, progetto di ActionAid Italia.
Parolità è una parola inventata, che fa rima con comunità. È fatta di parole in lingue diverse del mondo: parole che non hanno una traduzione precisa, che esistono solo nel lessico di una famiglia, oppure parole italiane che per chi le pronuncia hanno un peso speciale. Ognuna custodisce una storia di persone e di luoghi.
Ci si avvicina, si sceglie una parola e si inquadra con lo smartphone il piccolo codice QR accanto: parte una breve traccia audio che ne racconta il senso.
Chi vuole può scrivere su un cartoncino la propria parola e la sua storia, oppure inviare un audio a piccolaradioroma@gmail.com.
Il 23 ottobre alle 18:00 è previsto un tour guidato. La mostra sarà visibile anche il 24 ottobre.
Visioni sonori – Racconti e poesie dal mondo ad occhi chiusi – dalle 18.30
Una performance uditiva per soli dieci spettatori alla volta: un breve “viaggio al buio” nei racconti e nelle poesie della letteratura dell’immigrazione. Bendati, per concentrarsi sull’ascolto, si ricevono storie sussurrate all’orecchio, in un’atmosfera distesa.
Testi di Nagib Mahmud, Igiaba Scego, Diana Agamez, Laila Wadia, Gezim Hajdari e Ndjock Ngana.
Performance a cura di Valentina Di Odoardo e Paolo Crisi, in collaborazione con CIES ETS.
Con Arianna Assanelli, Andrès Rodriguez, Diana Agamez, Alice Di Paolo, Cristina Gasperin, Cesar David Nina Santos e Leidys Rojas Martinez.
Durata di circa 20 minuti, con un ingresso ogni 40 minuti: 18:30, 19:10, 19:50 e 20:30. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Apericena dalle 19:00
Testimonianze – Le voci di chi i confini li vive sulla propria pelle – 20.30
Da confermare alle 20:30.
Sabato 24 ottobre dalle 17.30
Lavoro migrante – exit, voice e riproduzione sociale – 17.30
Presentazione del libro, Lavoro migrante – exit, voice e riproduzione sociale di Gabriella Alberti e Devi Sacchetto (Meltemi).
“In un mondo segnato da crisi migratorie, precarietà e confini sempre più rigidi, il presente volume tenta di superare l’approccio eurocentrico alla questione del lavoro migrante, analizzando le relazioni lavorative e i processi migratori in una prospettiva transnazionale. Emerge così una lettura inedita del turnover, non più inteso come una semplice scelta individuale, ma come una pratica collettiva e conflittuale con cui i lavoratori e le lavoratrici migranti reagiscono a sfruttamento, controllo e discriminazione.”
Con Devi Sacchetto
Alice pour le moment – Alice per il momento – 18.45
La Compagnie De l’Autre Bout du Monde porta a Roma un adattamento del testo di Sylvain Levey, poetico e sensibile: il percorso di una ragazza costretta a lasciare il proprio paese e a trovare il suo posto in un ambiente nuovo.
Attraverso Alice si parla di esilio, identità, differenza, razzismo e bullismo, con una forma teatrale semplice, intima e accessibile. Per l’occasione la compagnia presenta una versione leggera dello spettacolo.
Con Gabriela Aranguiz, Daniela Garcia, Coriane Alcalde.
Apericena dalle 19.00
L’altro straniero – 20.00
A cura di Parteciparte, lo spettacolo sulle migrazioni torna in scena con diverse scene nuove.
È un modo per “allenarsi” ad affrontare il suprematismo, con uno sguardo globale e geopolitico, mettendo insieme temi complessi: razzismo e sessismo, l’accoglienza dal quotidiano ai Centri d’Accoglienza, i diritti al lavoro e nel lavoro, la cura delle persone anziane spesso affidata a donne straniere, e il modo in cui il pomodoro italiano ha affossato quello ghanese e parte dell’economia del paese.
Il No Border Fest è uno spazio per dare voce a chi resiste e per costruire solidarietà concreta. Perché non ci sarà giustizia senza libertà, e non ci sarà libertà finché esisteranno confini.
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Ci vediamo il 23 e 24 ottobre, dalle 17:30!